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日志


4月30日

la felicità

La felicità è uno stato dell'anima, un bene che sta nel cuore di ciascuno.
La felicità è l'abbraccio di Dio. Che ci serve per averlo?
 
Scrive Giusicchia:
"Quando la felicità ci viene incontro non è mai vestita come pensavamo.
Spesso ci passa accanto silenziosa e non sappiamo riconoscerla."
 
Ed ha ragione, perchè è felicità godere del sussurro divino che è in ogni cosa, che è in ogni istante, che è in ogni cuore. Ma è un sussurro, e il rumore delle cose d'intorno, dei dolori e delle banalità lo fa sparire.
Felicità è un istante, a volte, che prende l'anima e la fa volare, è un istante di eternità.
L'eternità: ecco, già...
Forse non è cosa di questa vita (lacrimarum vallis) essere appieno felici. Ma c'è un'eternità davanti.
 
 
4月26日

Michela di Chi Parte

Michela, che un dolore tormenta. Michela che asciuga le lacrime, che cambia i panni, che terge la fronte, Michela che accompagna nel viaggio. Michela che ascolta gli ultimi respiri...
Michela guarda partire.
Michela, che ha invisibili ali di seta e una malinconia nel cuore. Michela che ha sogni e amori nascosti, e lutti da sopportare. Michela che ha due perle da far crescere e da amare. Michela che sa il fumo della battaglia. Michela che non può dormire, che i fantasmi le inquietano la notte. Michela che teme il futuro…
Michela è un angelo e non lo sa.
 
E allora Michela:
Un vento ti porti lontano. Una nube ti vesta di azzurro. Un sole ti baci la bocca. Un calice riempia il tuo cuore. Un’onda ti culli la notte. Una musica ti faccia danzare, Un veliero ti regalai il ritorno.
Noi che partimmo col tuo sorriso negli occhi per te spenderemo parole e preghiere. E quel che non hai, tu avrai.
Noi che partiremo vorremo il tuo caldo sorriso, le tue mani ed un bacio. E per te spenderemo parole e preghiere. E quel che non hai, tu avrai.
E quando tu partirai saremo con te, saremo con te.

dammi il tempo

Dammi il tempo, Signore, di finire quanto devo.
Devo accompagnare mia madre ancora per gli ultimi passi. Devo sostenere ancora i suoi arti ormai fiacchi, devo dar senso alle sue parole insensate, devo dar vita ai suoi giorni svuotati.
Quando lei non ci sarà più, allora potrò venire.
 
Dammi tempo, Signore, devo aiutare a crescere una bimba, una bimba che non è mia figlia, ma lo è però nel cuore. Devo ancora giocare con lei e raccontarle qualche fiaba nuova, per farla addormentare, per insegnarle la vita.
Quando lei sarà grande, allora potrò venire.
 
Dammi tempo, Signore, devo camminare ancora un po’ con chi amo, con chi mi ama.
Devo dare ancora dei giorni, e portare ancora dei pesi, devo proteggere e custodire, e imparare e insegnare qualcosa a qualcuno, ancora un po’, ancora un po’.
Quando sarò solo, quando nessuno soffrirà più per me, allora potrò venire.

Grazie Signore, del tempo.

4月20日

lettera a Giulia D.

Mi manca stasera un sorriso di bambina.

Lontano ormai, lontano.

Ti vedo mentre percorri la via, ingombre le esili braccia di cose, nel tuo pellegrinare da mamma a papà. La gabbietta del canarino la porti con te, e le scatole e i quaderni, e che altro? Mi saluti col tuo sorriso che accende l’aria di te, col tuo velo di allegra tristezza. Quanto sei bella, piccola Giulia.

Quanti anni hai adesso? Sei ancora la bimba che eri? Il tuo sguardo è rimasto lo stesso? Sono certo di si.

Scusami Giulia se ho pianto vedendo le lacrime dei tuoi genitori. Lo sai che ho un fragile cuore.

Scusami Giulia se ti penso ancora, dopo tanto tempo –quanto è passato?-, se ti vengo a trovare nei pomeriggi assolati d’estate, se mi siedo vicino ai tuoi fiori e lascio sfogare il mio male.

È che ho bisogno di te, piccola mia; è che non sono più il tuo maestro. E non sono il più grande dei due., ormai non più.

Non so Giulietta, e non voglio sapere, perché tu mi sia tanto cara. Che è un dono l’affetto, tra noi che si passa, ed è un mistero, un mistero bello. Però ti ho legata nel cuore. Nel tempio piccolo della memoria un’icona di te resta a darmi consolazione.

Le parole che ti pronuncio in silenzio, le lacrime che ti verso negli occhi, le cose che scrivo per te, sono mazzi di fiori, preghiere, candele, carezze e abbracci di padre.

Piccolo angelo, che il cielo ha rubato. Ha ripreso con sé.

Lascio una cosa per te sulla pietra. Poche parole che poso qui accanto, tra i vasi di fiori e il lumino. Sei tu, ritratta sul foglio, che presto scolorirà sotto il sole.

 

Farfalle
            si aprono al volo
nel il tempo di una
            primavera    
 
Boccioli di rosa
            si colgono
al primo dischiuder
            dei petali

  Ecco, lo poso qui sulla tomba. A presto mia Giulia

4月18日

il mio giardino

Ricordi le rose del mio giardino? I petali di velluto sanguigno, le candide rose del muro, la gialla che riluceva sfacciata. Erano tante e di profumi diversi. C'erano poi i tulipani dai colori vivaci, piantati là nell'aiuola centrale. E una grossa ortensia silente, e le timide viole, i mughetti modesti, la salvia nascosta. Le margherite facevan da guardia all'uscio, ricordi? Astri e azalee si crescevano accanto. Ricordi la scroscio dell'acqua, la sera? Il mastello ripieno e l'odor di bucato. E le mura levate sul mercato -difesa dagli attacchi nemici-, le ricordi? E i giri di corsa tra i fiori? Ricordi?
4月16日

apocalisse minore

 
Apocalisse
nel cuore….
cieli infranti, stelle cadenti
nella stanza da letto
 
Apocalisse
negli occhi…
si alzano i sipari
degli ultimi astri eterni
 
Si scopre il Volto
ad un cuore esausto
-veliero squarciato dalla marea-
Si svela il Volto
in un sogno che sogno non è
 
Tendo le braccia al cielo
-la mia ombra disegna una croce-
tendo le braccia al cielo
oltre il soffitto
cieco
di questa stanza.
 
Si snuda il Volto,
Apocalisse di una notte dura,
Epifania per un cuore malato,
Alba per un cuore nuovo.
4月13日

beati

alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:

"Beati voi poveri,

perchè vostro è il regno di Dio.

Beati voi che ora avete fame perchè sarete saziati.

Beati voi che ora piangete,

perchè riderete"

la paloma

 
Una paloma blanca
deja sobre tu pecho
un ramito de olivo
asciende es espirales
trazando en las alturas
un sendero Divino.
 

Tratto da Caminante di Álvaro Claro Claro

4月3日

fra poco parto

Fra poco parto, poi torno, si sa. Ma prima di partire saluto tutti, le mie amicizie, le persone a cui io voglio bene. Le persone che amo. E chiedo scusa per il male che ho fatto. Perchè ne ho fatto, di certo lo so, e allora scusate. Mando un bacio dal finestrino, un saluto con la mano, un sorriso a mezz'asta: ci si vede fra poco. Torno domani, fra due giorni. Torno, torno presto. Un bacio ciao.
mic

il treno

Ma il treno corre forte su tutta la mia vita
che passa via veloce che sfugge fra le dita
risento la sua voce si riapre la ferita
la gioventù è passata per non ritornare mai più
 
Ma il treno va lontano e non si è mai fermato
ma gli occhi di quest' uomo conservano il passato
e adesso vedo i visi di gente sconosciuta
che cerca nei sorrisi la libertà perduta
la zingara fortuna che scopre le mie carte
che legge nella luna quale sarà la sorte
 
Ma il treno corre forte si fermerà soltanto
quando qualcuno un giorno mi chiamerà nel vento
na na na na na na na na na .....