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7月12日 Padre che mai ti ho avuto, ubriaco di malinconia ti scrivo questa stasera, ti scrivo come un tango, come una valse di nostalgia. Padre che mai ti ho avuto, un bambino ti ha rimpianto, e ti ha cercato e ti ha inventato, perchè non c'eri, padre...
Madre, madre che stai sparendo, che stai andando via... quante lacrime ti ho nascoste per non farti più male ancora. Per non ferirti di più. Madre, una danza di solitudine e di amarezza dolce posso scrivere per te. E' una carezza e un bacio anche, e un abbraccio che fa male.
Fratelli che la vita ci ha divisi, che la vita ci ha tenuti lontani. Fratello mio, sorella mia, che mai vi ho conosciuti. Che il vento vi porti questa sera un sussurro, il sussurro di un fratello perduto.
Ho ricordi infelici, ho una fredda solitudine che non guarisce più. La tristezza del giostraio, la malinconia del pagliaccio. Troppo tempo ho trascorso fra i pianti segreti di ragazzo e gli abbandoni. Non ho costruito in vita mia che la steppa nuda, la neve del deserto e una canzone amara.
Amico mio che leggi, amica mia del cuore, compatisci queste righe. Compatisci quest'anima persa che in una sera d'estate si guarda indietro, per la solitudine e per la maliconia, e per un cielo troppo azzurro e grande, e versa il suo male. Amica mia che leggi, amico mio carissimo, regalami in questa sera il tuo pensiero.
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