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日志


11月23日

LA CANZONE DI AENGUS L'ERRANTE (Yeats)


Andai in un bosco di noccioli
Perché un fuoco mi bruciava nella testa,
E tagliai e pelai una verga di nocciolo,
Ed attaccai una bacca in fondo a un filo;
E quando le bianche falene si levarono sull'ali
E vacillando vennero come falene le stelle,
Gettai la bacca in un ruscello
E pescai una piccola trota d'argento.

Quando l'ebbi posata sul suolo
Soffiai sul fuoco per ravvivarlo,
Ma qualcosa sul suolo si agitò,
E qualcuno mi chiamò per nome: la trota
S'era fatta una splendida fanciulla
Con fiori di melo fra i capelli,
Che mi chiamò per nome e corse via
E scomparve per l'aria scintillante.

Sebbene errando mi sia fatto vecchio,
Errando per valli e colline,
Scoprirò dove mai se n'è fuggita,
E bacerò le sue labbra, le prenderò le mani;
Camminerò fra l'erbe alte dai molti colori;
E coglierò, finché i tempi non siano finiti,
Le mele d'argento della luna,
Le mele d'oro del sole.

(W.B. Yeats)
10月20日

"Confessioni di un malandrino" - Branduardi (isp. a Esenin)

Mi piace spettinato camminare
il capo sulle spalle come un lume
e mi diverto a rischiarare
il vostro autunno senza piume.
Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria,
mi agguanto solo per sentirmi vivo
al guscio della mia capigliatura.
Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne e il muschio hanno sommerso
ed i miei che non sanno di avere
un figlio che compone versi;
ma mi vogliono bene come ai campi
alla pelle ed alla pioggia di stagione,
raro sarà che chi mi offende
scampi alle punte del forcone.
Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancor temete
il Signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del Paese
e ora in scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.
Ma sopravvive in lui la frenesia
di un vecchio mariuolo di campagna
e ad ogni insegna di macelleria
la vacca si inchina sua compagna.
E quando incontra un vetturino
gli torna in mente il suo concio natale
e vorrebbe la coda del ronzino
regger come strascico nuziale.
Voglio bene alla patria
benchè afflitta di tronchi rugginosi
m'è caro il grugno sporco dei suini
e i rospi all'ombra sospirosi.
Son malato di infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'Aprile,
sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.
Dal nido di quell'albero, le uova
per rubare, salivo fino in cima
ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima;
e tu mio caro amico vecchio cane,
fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia
e giri a coda bassa nel cortile
ignaro delle porte dei granai.
Mi sono cari i miei furti di monello
quando rubavo in casa un po' di pane
e si mangiava come due fratelli
una briciola l'uomo ed una il cane.
Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
sul tappeto magnifico dei versi
voglio dirvi qualcosa chge vi tocchi.
Buona notte alla falce della luna
sì cheta mentre l'aria si fa bruna,
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte e` così tersa,
qui forse anche morire non fa male,
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale.
O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo,
giunsi come un maestro solitario
e non canto e celebro che i topi.
Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome,
voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.
3月18日

a mano a mano (R. Cocciante)


A mano a mano ti accorgi che il vento

Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
La vecchia stagione che sta per finire
Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore

A mano a mano si scioglie nel pianto
Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
Di quando vivevi con me in una stanza
Non c'erano soldi ma tanta speranza

E a mano a mano mi perdi e ti perdo
E quello che è stato ci sembra più assurdo
Di quando la notte eri sempre più vera
E non come adesso nei sabato sera....
Ma...dammi la mano e torna vicino
Può nascere un fiore nel nostro giardino
Che neanche l'inverno potrà mai gelare
Può crescere un fiore da questo mio amore per te

E a mano a mano vedrai che nel tempo
Lì sopra il tuo viso lo stesso sorriso
Che il vento crudele ci aveva rubato
Che torna fedele
L'amore è tornato da te....
11月7日

Moby Dick (Banco Del Mutuo Soccorso, 1983)

Grande Moby Dick,

dove saranno tutti gli amanti che hai.

Dolce Moby Dick, nessuno ti ha baciata mai.

 

Grande Moby Dick,

regina madre segui le stelle che sai,

non fidarti della Croce del Sud,

la caccia non finisce mai.

 

E danzerai sopra una stella marina,

e danzerai colpendo al cuore la luna.

Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.

 

La sorte corre nella tua scia,

colpo di coda e vola via.

 

E danzerai sopra una stella marina,

e danzerai colpendo al cuore la luna

Moby Dick, bada a te se t'innamorerai.

 

E vola via colpendo al cuore la luna.

Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.

 

Non fidarti della croce del sud,

la caccia non finisce mai.

 

Dormi Moby Dick,

spegni le ali e dormi sicura se vuoi,

tanto i cavalieri del Santo Graal,

non ti raggiungeranno mai.

 

E vola via sopra un vascello fantasma,

e vola via verso una terra promessa,

Moby Dick bada a te se t'innamorerai.

 

E danzerai sopra una stella marina,

e danzerai colpendo al cuore la luna.

Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.