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日志


1月12日

Il cuore in cielo


Dio, ti chiamo con quanta voce ho nel mio petto.

Dio.
Ti chiamo e ti adoro nel piccolo tempio del mio cuore.
Tendo al tuo cielo le mie braccia disperate di nostalgia.
Dio che mi sei padre e madre e fratello e sorella e amico e amica e amante perfino,
Dio, che nessuna parola ti dice, che nessuna parola può farti da nome,
perché tu sei il cielo infinito sei le stelle e la luna e il sole, e la storia dell’uomo, e le lacrime, di gioia e di pianto insieme. E sei il dolce e tremendo spirare del vento e il cullare del mare e la sua furia potente. E le alte cime gelate, e i boschi e i ruscelli e lo scorrere eterno del fiume, e sei gli occhi che amo, e le rughe del volto, e sei i bambini.
Ancora tu le donne e gli uomini e le luci della strada, la croce, la capanna, l’albero solitario e l’ombra sua al tramonto.
Dio mio, respiro mio, battito del mio cuore, dal tuo cielo io vengo, al tuo cielo, azzurro infinito di pace, io tendo.
4月26日

dammi il tempo

Dammi il tempo, Signore, di finire quanto devo.
Devo accompagnare mia madre ancora per gli ultimi passi. Devo sostenere ancora i suoi arti ormai fiacchi, devo dar senso alle sue parole insensate, devo dar vita ai suoi giorni svuotati.
Quando lei non ci sarà più, allora potrò venire.
 
Dammi tempo, Signore, devo aiutare a crescere una bimba, una bimba che non è mia figlia, ma lo è però nel cuore. Devo ancora giocare con lei e raccontarle qualche fiaba nuova, per farla addormentare, per insegnarle la vita.
Quando lei sarà grande, allora potrò venire.
 
Dammi tempo, Signore, devo camminare ancora un po’ con chi amo, con chi mi ama.
Devo dare ancora dei giorni, e portare ancora dei pesi, devo proteggere e custodire, e imparare e insegnare qualcosa a qualcuno, ancora un po’, ancora un po’.
Quando sarò solo, quando nessuno soffrirà più per me, allora potrò venire.

Grazie Signore, del tempo.

4月20日

lettera a Giulia D.

Mi manca stasera un sorriso di bambina.

Lontano ormai, lontano.

Ti vedo mentre percorri la via, ingombre le esili braccia di cose, nel tuo pellegrinare da mamma a papà. La gabbietta del canarino la porti con te, e le scatole e i quaderni, e che altro? Mi saluti col tuo sorriso che accende l’aria di te, col tuo velo di allegra tristezza. Quanto sei bella, piccola Giulia.

Quanti anni hai adesso? Sei ancora la bimba che eri? Il tuo sguardo è rimasto lo stesso? Sono certo di si.

Scusami Giulia se ho pianto vedendo le lacrime dei tuoi genitori. Lo sai che ho un fragile cuore.

Scusami Giulia se ti penso ancora, dopo tanto tempo –quanto è passato?-, se ti vengo a trovare nei pomeriggi assolati d’estate, se mi siedo vicino ai tuoi fiori e lascio sfogare il mio male.

È che ho bisogno di te, piccola mia; è che non sono più il tuo maestro. E non sono il più grande dei due., ormai non più.

Non so Giulietta, e non voglio sapere, perché tu mi sia tanto cara. Che è un dono l’affetto, tra noi che si passa, ed è un mistero, un mistero bello. Però ti ho legata nel cuore. Nel tempio piccolo della memoria un’icona di te resta a darmi consolazione.

Le parole che ti pronuncio in silenzio, le lacrime che ti verso negli occhi, le cose che scrivo per te, sono mazzi di fiori, preghiere, candele, carezze e abbracci di padre.

Piccolo angelo, che il cielo ha rubato. Ha ripreso con sé.

Lascio una cosa per te sulla pietra. Poche parole che poso qui accanto, tra i vasi di fiori e il lumino. Sei tu, ritratta sul foglio, che presto scolorirà sotto il sole.

 

Farfalle
            si aprono al volo
nel il tempo di una
            primavera    
 
Boccioli di rosa
            si colgono
al primo dischiuder
            dei petali

  Ecco, lo poso qui sulla tomba. A presto mia Giulia

4月16日

apocalisse minore

 
Apocalisse
nel cuore….
cieli infranti, stelle cadenti
nella stanza da letto
 
Apocalisse
negli occhi…
si alzano i sipari
degli ultimi astri eterni
 
Si scopre il Volto
ad un cuore esausto
-veliero squarciato dalla marea-
Si svela il Volto
in un sogno che sogno non è
 
Tendo le braccia al cielo
-la mia ombra disegna una croce-
tendo le braccia al cielo
oltre il soffitto
cieco
di questa stanza.
 
Si snuda il Volto,
Apocalisse di una notte dura,
Epifania per un cuore malato,
Alba per un cuore nuovo.
1月31日

preghiera

Nell’infinito spazio
dal quale discende
 
a noi  mute canzoni
e raggi di stelle
 
nell’infinito spazio,
a volte tu vivi
 
lontano anni luce
dai nostri piccoli cuori
12月24日

natale

una casa assai modesta
molte pecore e pastori
 
tutto qui?
 
una mamma col suo bimbo
e il papà seduto accanto
 
tutto qui?
 
pochi doni:
panni e latte
 
tutto qui?
 
una stella su nel cielo,
forse un canto nella notte
 
tutto qui?
 
tutto qui...
ma Dio mio che cosa bella
 
 
12月18日

se resto qui

Se resto qui, da solo, a respirare l'odore del fiume, se resto qui sul bordo ad ascoltare il mormorio dei flutti, se resto ad occhi chiusi a guardar gli aironi volare, se resto qui da solo a sentire le carezze del vento... se resto qui da solo è perchè ti sto cercando.
5月3日

urlo

Non lo senti il mio grido? Come puoi non sentirlo, se è il rombo di un tuono, se è il pianto di un mondo che intero si infrange contro il dolore, contro la morte?
Abbi pietà di me. Lasciami riposare ti prego. E asciuga, se puoi, quei miliardi di lacrime che ho versato dall'inizio del tempo.
Vorrei dormire cent'anni, appoggiandoti il capo sul petto.
Sono così stanco.
4月30日

lettera a mio padre

Ecco le mie domande papà.
Hai mai pensato a me in qualche momento della tua vita? Hai lasciato che, in qualche angolo della tua anima, vivesse un frammento di affetto per me? Hai mai pensato a questo tuo figlio negato?
Hai mai amato mia madre, seppure un solo istante del tuo tempo?
O sono stato, o sono ancora... il figlio di un atto bestiale? il frutto di un brutto temporale dei sensi? Il figlio di una squallida storia...?
Lo so papà, che avrei dovuto chiederti tutto questo prima che tu morissi, lo so, lo so.
Lo so.