mic 的个人资料TRA CIELO E TERRA照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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11月19日 Gli anni passano...Vedo il tuo volto stanco, più stanco di ieri, le rughe lo han solcato, amico mio, grigi di polvere i capelli grigia la barba, del biondo che avevi non è rimasto nulla. Guarda, la strada s'è fatta ombrosa amico mio, da quanto camminiamo insieme? Odore di fumo ricordi di pioggia, le foglie secche e i fiori che coglievi con mani piccole nel tuo giardino soltanto un sogno ormai. Senti, odore di neve. cammineremo ancora per qualche passo avanti che già tramonta il sole. La solitudine e Dio, l'eco della vita che scorre. Amico mio. Abbiamo vissuto io e te, e pianto, con gli stessi occhi azzurri abbiamo calcato le stesse vie, carezzato i cani i baci sulle medesime labbra abbiamo ricevuto. I treni le valli e le colline, i laghi e le montagne e il mare verso cui abbiamo lasciato andare i nostri velieri, i nostri desideri, oltre le nubi... Il tempo passa amico mio, le nostre mani sono più stanche, la sera, e le parole più confuse. 2月10日 Eluana e le foibeOggi io guardo verso est. Da lì mi raggiunge un'eco fredda e profonda: è come l'aria gelida dell'inverno che stamattina scende dalle montagne, è come il cielo livido e nemico che ci ricopre tutti in questo giorno di lutto. E' l'eco delle foibe e non solo di quelle: le grida delle donne stuprate, dei bimbi crudelmente ammazzati, dei vecchi soppressi, degli uomini sottoposti a tortura dalle bestie di Tito. E' l'eco lamentoso dei profughi. Tra gli umori di morte e di ingiustizia che oggi sento venire da oriente, c'è pure lo strano e delicato sentore di una foiba nuova. Anche questa è buia e profonda. E dentro c'è caduta una donna di nome Eluana, ed è suo padre che ve l'ha spinta . Chi dà la morte, chi getta qualcuno nella foiba, crede sempre che sia giusto così. Lascio un pensiero, come una candida rosa per chi, caduto nella foiba profonda della morte, ora vive nella Luce. 11月10日 la polvereCarosello è finito e il siparietto s’è chiuso sui tuoi sogni di bambino. La vite profumata nel giardino non c’è più, la bicicletta arrugginisce nella polvere del sottoscala. Dove sono i tuoi amici per farti compagnia? Eccoli, guarda,
sono cresciuti anch’essi. Ma tra le foto e i nomi di quel giardino che tu sai, qualcuno di loro già ti aspetta, muto, e intanto dorme. Ma tu ridi al pensiero dei tuoi pupazzi, che ti appaiono come echi lontani: Provolino e Topo Gigio, e il Gatto Felix, la Pantera Rosa e Braccio di Ferro. Ma la polvere, la polvere già li ricopre tutti. Ogni tanto però ci soffia il vento, su quella polvere, e se la
porta via. Soffia su Carosello, che ormai è finito, e suoi tuoi capelli grigi, e li
accarezza.
10月20日 l'argento sui capelliDio, com'è facile invecchiare, com'è facile....te ne accorgi dai ricordi che si fanno di seppia.Dalle foto in bianco e nero del tuo passato. O dalla città, che cambia ai tuoi occhi, che cambia che cambia. Già, la bottega che non c'è più. E quel signore, e quell'amico che non si vede più in giro... "chissà che fine avrà fatto quello?" Così ti chiedi, ma in fondo già la sai la tua risposta. Saturno maledetto! Com'è facile invecchiare. Com'è facile quando si ha gli occhi dei bambini. Tutto ti scorre via dalle mani come la sabbia del mare, come l'acqua del mare. Ma è così: mentre tu giochi a vivere, le rughe ti segnano la strada, e i capelli si fanno d'argento. 10月19日 poche cose d'autunno
Laggiù parte la vecchia corriera 8月28日 così veniva l'autunnoLe foglie morte scricchiolavano sotto i nostri passi, ricordi? Facevano un tappeto odoroso, colorato, triste e giocondo insieme. Erano un dono, un regalo della natura, come la neve, come i ghiaccioli. Come la sabbia del mare. E invece erano le foglie degli ippocastani che cadevano a milioni, quando arrivava settembre. E le castagne matte che precipitavano a terra facendo un bel rumore: un toc-toc con rimbalzo... E non ricordi noi, dentro in quel grumo crocchiante, leggero fatto di rossi di verdi di gialli, noi a tuffarci come i pinguini, a nuotarci come le foche, e a buttarci sopra la testa, come una pioggia, quel ben di dio, e a farne dei mucchi sempre più alti. Ricordi? E ricordi le battaglie con le castagne? Tu che restavi in agguato dietro a quel muro, io e gli altri vicini alla fontana del mercato... Ecco, così veniva l'autunno. Così, ti ricordi? 7月12日 sera d'estatePadre che mai ti ho avuto, ubriaco di malinconia ti scrivo questa stasera, 4月28日 più null'altro...
Che mi resta infine di tutto? Se dalla barba bianca dei vecchi è fuggita la saggezza. Se dall'acqua del fiume è sparita la purezza. Se son morti gli dèi della natura. Se il bosco è diventato un'abetaia. Se dalla mia pelle è svanito l'odore dell'estate. Se dalla sua voce è scappata la dolcezza. Se nelle chiese è esaurito il sacro incenso. Se l'uomo e il cane soli muoiono per strada. Grigia è la strada. Grigio è il muro che si eleva intorno. Grigio il cielo e grigie le facce ostili. Grigi gli occhi dei bambini. Grigia la neve. Grigia l'erba sui prati. Grige le rose. Grigio il canto della notte. Mi resti Tu, o Padre Dio, e il mio corpo nudo. Una Promessa di Vita. E più nient'altro.... 10月1日 Infiniti infiniti. C’è un infinito che è grande grande, più grande del mare e del cielo insieme, è un infinito che è infinitamente grande; poi ce n’è uno che è piccolo piccolo, ma piccolo che più piccolo non si può.
C’è un infinito tutto pieno, pieno di infiniti, e gli infiniti sono tanti lì dentro, e se ne trovano in numero infinito da tanti che sono.
C’è un infinito, invece, che è infinitamente vuoto e in esso non c’è assolutamente nulla. Nulla se non l’infinito vuoto che lo costituisce. O forse neppure quello, da tanto vuoto che è.
C’è un infinito che non si può riempire perché è troppo grande e uno che è già pieno di sé, e altro non ci sta.
C’è un infinito che canta e che suona con bellissime armonie.
Uno è fatto di luci e di colori che non finiscono mai di stupire.
Ci sono infiniti infiniti posti in ogni parte dell’infinito spazio, infiniti che brulicano che esplodono che si ritraggono composti, come brave educande in processione.
Infiniti che si fondono in un solo infinitamente grande infinitamente piccolo infinito.
E questo che riempie il mio bicchiere, come vedi, non è del rosso vino di questa terra, e non è grappa, non è nemmeno assenzio, né fumo e neanche medicina. No: questo che vedi è il mio quotidiano sorso d’infinito. D’infinito puro.
9月7日 Pavarotti*
Svanì per sempre il sogno mio d'amore...
L'ora è fuggita e muoio disperato!...
E non ho amato mai tanto la vita! venerdì 7 settembre 2007
6月25日 Lettera per Raggio di SoleRaggio di Sole, verrà il giorno in cui sentirai farsi lontano questo momento, così amaro, e ne sarai contenta. Ma ogni cosa ha il suo tempo e ogni tempo ha la sua ragione. Dobbiamo imparare ad amare il duro inverno, senza di lui la primavera non esiste. Adesso che è viva la ferita, e il male è forte, lascia che sia il silenzio a parlare, a pregare per te. Ascolta il silenzio che sale dal fondo. E resta, come si resta quando si è davanti a un mistero grande. Resta a guardare l'assenza, l'incolmabile vuoto del lutto; resta a guardare senza parole. E di tua madre, ama, se puoi, anche l'assenza. Le parole non servono, che non ce n'è una che vada bene, per raccontare. Lascia piuttosto che scorrano in te le immagini, le voci e le presenze, e i ricordi, ad uno ad uno. Cercali, rifalli, torna a sognare tutto quel che è stato. E senti come è prezioso il passato. Com'è stata preziosa la sua vita, com'è preziosa la tua! Senti il dolore che ti lascia la morte, e il vuoto e la paura. Com'è stata preziosa la sua vita, nella tua! Com'è preziosa ancora in te la sua presenza, potrà mai venire meno? Adesso, mi par di sentirne l’eco, c'è una domanda intorno che gira. È grande come una montagna, di più, grande come il tuo mare, come il mio cielo... Una domanda che di solito tace, perché sa di far paura. So che adesso la senti, ne sono certo, più chiara che mai. Ecco, non lasciarla fuggire, non averne timore: è quella la domanda che svela i segreti nel nostro viaggio. È una domanda, ma più di qualsiasi risposta racconta l’indecifrabile enigma della nostra umana esistenza. 6月20日 Il mio cielo... (lettera da Feltre)
5月17日 Paedageron scrive dal fronteSono vecchio mia cara, ci son già duemila anni che pesano sulla mia schiena, pure i miei occhi di bambino non t’ingannano, perché è ciò che sono: un fanciullo di duemila anni compiuti.
Sono secoli che guardo questo fiume scorrere al mare e secoli che ne conto una ad una le gocce, e i cadaveri a passare, e i tronchi di querce abbattute dal tempo, galleggiando essi sulle onde. Ascolto la voce delle ninfe, come ascolto la tua, mia cara, e desidero le stelle come una volta. E di perdermi tra le nubi come un uccello.
Ma dal fronte tra queste crode sento la tua voce. Leggo le tue parole.
Mi manchi mia cara, ora che le tue mani e i tuoi baci si son fatti un ricordo. Mi manchi come mancano i sogni alla dura realtà.
Ti ho chiamata Sophie per confondermi ancora. Ho sognato un paradiso per sentirti di meno. Per illudermi ancora.
Perché son troppo vecchio per ritornare a valle, per ripartire verso altre cime. E troppo giovane per abbandonare il fronte, mentre la guerra contro le cose si fa più severa.
Ti scrivo lettere da quest’esilio. Cerco conforto nelle tue parole. Ti leggo come ti leggerebbe un vecchio, ti guardo nelle figure come farebbe un bambino. Mi manchi, mentre si attende improvviso un attacco che però non viene. 5月16日 il limbo degli amoriIl tempo passa ed è un gran dottore, perché se non sempre cancella, a volte trasforma e modera le cose, smussa gli angoli, consuma le asperità. La vita stessa è fatta di cose che scivolano via, di mancati appuntamenti, di incontri e di prospettive, di cose che galleggiano sul lago delle possibilità. E anche di amori che restano nel limbo. Ma non è detto che il limbo degli amori sia poi un brutto posto. Perché lì non invecchiano mai, né mai si consumano, non sviliscono, nel cristallo del sogno, non si corrompono. Come déi immortali regnano nel loro Olimpo. Come oro nella teca, come stelle nel cielo 5月14日 lettera a mia madre
Ecco quel che resta di te, mamma: una povera creatura confusa, incapace come un bambino, indifesa come un lombrico, una foglia secca, riarsa, cavallo stramazzato, male di vivere, cane affamato. Un ingombro per il mondo, un rifiuto, una scarpa vecchia. Un peso per me. Ecco, mamma cosa resta di te e dei tuoi anni. Della guerra e della fame. Delle ingiustizie patite, dei tuoi tremendi dolori che son poi diventati i miei. Anche i tuoi segreti, che così bene nascondi, li porterai con te nell'eterno. Così il tuo amore egoista, che tanto bene mi ha fatto che tanto male mi ha fatto, adesso svanisce, si spegne con lo spegnersi dei tuoi occhi verdi. Domani non sarai più qui. Ma fino all'ultimo istante, piccola mia, avrai una fiamma per me. Ostinata contro ogni vento, contro ogni tempesta. 5月3日 le bimbe perdute Ma cos'hai fatto Doina? Eri una bimba ier sera e stamane...
Stamane eri qui a venderti per strada. Ma che ti hanno fatto Doina? Eri una bimba ier sera e t'han resa uno straccio stamane... Una laida puttana da marciapiede, Doina... mia compagna di banco, mia compagna di giochi. Bambina mia. La bambola sul comodino. Il libro di fiabe. Dove ti sei perduta Doina? Quando ti sei perduta? Ora hai ucciso Doina. Hai ucciso una bimba. Una vita hai stroncato in questo giorno di caligine. Hai ucciso Vanessa, Una brava ragazza, Vanessa... mia compagna di banco, mia compagna di giochi. Bambina mia. La bambola suo comodino. Il libro di fiabe. Una bimba com'eri tu. Due ragazze perdute. Oddio, cos'hai fatto... Un prete invoca il perdono. Dio stesso invoca il perdono, il perdono per te, Doina Matei. Perchè Dio sa, Dio vede. Vede il tuo libro di fiabe che è chiuso per sempre. Vede il tuo corpo venduto. Dio sa, Dio perdona. Dio accoglie Vanessa con sé, Dio cerca anche te mia piccola assassina. Ha braccia grandi Dio. Ma dalla navata si leva un grido: "perdono mai!" Mai per Doina Matei. Ora sei sola Doina, col tuo delitto, col volto di una ragazza davanti. E una vita cui è negata pietà. 4月26日 Michela di Chi ParteMichela, che un dolore tormenta. Michela che asciuga le lacrime, che cambia i panni, che terge la fronte, Michela che accompagna nel viaggio. Michela che ascolta gli ultimi respiri...
Michela guarda partire.
Michela, che ha invisibili ali di seta e una malinconia nel cuore. Michela che ha sogni e amori nascosti, e lutti da sopportare. Michela che ha due perle da far crescere e da amare. Michela che sa il fumo della battaglia. Michela che non può dormire, che i fantasmi le inquietano la notte. Michela che teme il futuro…
Michela è un angelo e non lo sa.
E allora Michela:
Un vento ti porti lontano. Una nube ti vesta di azzurro. Un sole ti baci la bocca. Un calice riempia il tuo cuore. Un’onda ti culli la notte. Una musica ti faccia danzare, Un veliero ti regalai il ritorno.
Noi che partimmo col tuo sorriso negli occhi per te spenderemo parole e preghiere. E quel che non hai, tu avrai.
Noi che partiremo vorremo il tuo caldo sorriso, le tue mani ed un bacio. E per te spenderemo parole e preghiere. E quel che non hai, tu avrai.
E quando tu partirai saremo con te, saremo con te. 4月18日 il mio giardinoRicordi le rose del mio giardino? I petali di velluto sanguigno, le candide rose del muro, la gialla che riluceva sfacciata. Erano tante e di profumi diversi. C'erano poi i tulipani dai colori vivaci, piantati là nell'aiuola centrale. E una grossa ortensia silente, e le timide viole, i mughetti modesti, la salvia nascosta. Le margherite facevan da guardia all'uscio, ricordi? Astri e azalee si crescevano accanto. Ricordi la scroscio dell'acqua, la sera? Il mastello ripieno e l'odor di bucato. E le mura levate sul mercato -difesa dagli attacchi nemici-, le ricordi? E i giri di corsa tra i fiori? Ricordi? 4月13日 beatialzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: "Beati voi poveri, perchè vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame perchè sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perchè riderete" 4月3日 fra poco partoFra poco parto, poi torno, si sa. Ma prima di partire saluto tutti, le mie amicizie, le persone a cui io voglio bene. Le persone che amo. E chiedo scusa per il male che ho fatto. Perchè ne ho fatto, di certo lo so, e allora scusate. Mando un bacio dal finestrino, un saluto con la mano, un sorriso a mezz'asta: ci si vede fra poco. Torno domani, fra due giorni. Torno, torno presto. Un bacio ciao.
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