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日志


10月26日

L'amor perduto


Di te non mi resta che il nome,
le poche memorie le poche parole,
la dolcezza del bacio,
anche quello mai dato,
e i volti che avevi,
e le voci.
Sei stato un fantasma,
talora,
a volte una bocca
due mani due occhi.
I tradimenti passati
che riemergono a volte
da sotto alla nebbia,
anche questi sei stato.
E il rumore dei passi,
le risate, i sussurri, e le ferite
che dolgono ancora.

10月20日

"Confessioni di un teppista" - Esenin

Non tutti son capaci di cantare
E non a tutti è dato di cadere
Come una mela, verso i piedi altrui.
È questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.
Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell'ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L'ondulata mia bolla dei capelli.
È benefico allora ricordare
Il rauco ontano e l'erbeggiante stagno,
E che mi vivono da qualche parte
Padre e madre, infischiandosi del tutto
Dei miei versi, e che loro son caro
Come il campo e la carne, e quella pioggia fina
Che a primavera fa morbido il grano verde.
Per ogni grido che voi mi scagliate
Coi forconi verrebbero a scannarvi.
Poveri, poveri miei contadini!
Certo non siete diventati belli,
E Iddio temete e degli acquitrini le viscere.
Capiste almeno
Che vostro figlio in Russia
È fra i poeti il più grande!
Non si gelava il cuore a voi per lui,
Scalzo nelle pozzanghere d'autunno?
Adesso va girando egli in cilindro
E portando le scarpe di vernice.
Ma vive in lui la primigenia impronta
Del monello campagnolo.
Ad ogni mucca effigiata
Sopra le insegne di macelleria
Si inchina da lontano.
Ed incontrando in piazza i vetturini
Ricorda l'odore del letame sui campi,
Pronto, come uno strascico nuziale,
A reggere la coda dei cavalli.
Amo la patria. Amo molto la patria!
Pur con la sua tristezza di rugginoso salice.
Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci,
E nel silenzio notturno l'argentina voce dei rospi.
Teneramente malato di memorie infantili
Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile.
Come a scaldarsi al rogo dell'aurora
S'è accoccolato l'acero nostro.
Ah, salendone i rami quante uova
Ho rubato dai nidi alle cornacchie!
È sempre uguale, con la verde cima?
È come un tempo forte la corteccia?
E tu, diletto,
Fedele cane pezzato!
Stridulo e cieco t'hanno fatto gli anni,
E trascinando vai per il cortile la coda penzolante,
Col fiuto immemore di porte e stalla.
Come grata ritorna quella birichinata:
Quando il tozzo di pane rubacchiato
Alla mia mamma, mordevamo a turno
Senza ribrezzo alcuno l'un dell'altro.
Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore.
Fioriscono gli occhi in viso
Simili a fiordalisi fra la segala.
Stuoie d'oro di versi srotolando,
Vorrei parlare a voi teneramente.
Buona notte! buona notte a voi tutti!
La falce dell'aurora ha già tinnito
Fra l'erba del crepuscolo.
Voglio stanotte pisciare a dirotto
Dalla finestra mia sopra la luna!
Azzurra luce, luce così azzurra!
In tanto azzurro anche morir non duole.
E non mi importa di sembrare un cinico
Con la lanterna attaccata al sedere!
Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso,
Mi serve proprio il tuo morbido trotto?
Io, severo maestro, son venuto
A celebrare i topi ed a cantarli.
L'agosto del mio capo si versa quale vino
Di capelli in tempesta.
Ho voglia d'essere la vela gialla
Verso il paese cui per mare andiamo.
2月25日

da qui si vedono le vele


Da qui si vedono le vele.
grigie vele di roccia, ferme da millenni al porto dell'eternità,
si vedono candide vele di neve, pronte a salpare per orizzonti infiniti e lontani,
si vedono i gonfi velami delle nubi,
bianchi bastimenti che attraversano il cielo da oriente a occidente.
Da qui si vedono le vele.



2月18日

velieri


Velieri d'oriente,
velieri di mari lontani,
bastimenti di ebano
di cedro
di sandalo
portatemi venti
d'incenso
brezze selvagge
folaghe
echi sperduti
bianche balene
mappe e bandiere
zenzero e tabacco
suoni di sitar
maree
e raggi d luna

12月7日

Natale in Babylon


Città dalla cento braccia

Città dai mille colori,
occhi scintillanti al sole del meriggio,
offri tua madre al mercato,
offri illusioni,
E gridi con le voci assordanti
di mille e mille altoparlanti,
e suoni il greve suono
dei tuoi tamburi.
Città di colorati muri
di sensuali richiami,
il vuoto tuo è nell’oro
corrotto dei palazzi,
tu leggi il futuro
in bocce di cristallo
scrivi il futuro sulla carta
dei giornali che leggi al mattino
-quando mai viene il mattino?-
leggi il futuro
che ti sei scelto.
Passa una stella,
e tu ne accendi a milioni,
e quella scompare,
Se viene il Natale
ti sfreghi le mani ed
esponi le merci in bottega
e canti sguaiata
le tue nenie mielose
nei mielosi bordelli delle tue vie, 
Getti il fango sugli occhi dei bimbi.
Chi ha una nuova pelliccia
ne lava il sangue con cura
e corre a mostrarla al boulevard.
Scintillano i tuoi occhi,
ovunque appostati,
perché è Natale e
il guadagno è sicuro,
ma

qualcuno piange
qualcuno prega
,
qualcuno ama,
perfino in te.
5月21日

rose

 

A te che m’hai amato

io dono una rosa,

una rosa di petali e spine,

di rosso rubino,

di soave profumo,

Una rosa ti dono.  

 

A te che m’hai lasciato

lascio un amore,

l’amore appassito

di una rosa recisa,

ché questo ora ho.

A te ora lascio un amore.

 

A te che m’hai scordato

io mando un pensiero,

il pensiero d’un sogno vissuto a metà,

il pensiero d’un giorno che si è fatto lontano.

Un pensiero ti mando.

 

A te io lascio una rosa,

di nubi e tramonti

una rosa,

ché altro non ho.

 

4月23日

rose rosse per te

 

Tra i calici di vino

e le gocce di sangue.

Tra i muti sospiri del vento

che cala dai monti infiammati,

che cala dal cielo di seta,

tra i tuoi occhi ed i miei,

ecco,

ti dono petali di rose,

boccioli di rose,

sentori di rose di maggio.

Di rose rosse.

Rosse com’è rosso il vino,

rosse com’è rosso il sangue,

versato in battaglia,

rosse come il manto di seta

di questo cielo al tramonto.

Rose rosse ti dono,

e il mio respiro.


4月1日

le cose perdute

 
Perso tra gli oggetti e i ricordi
cerchi qualcosa che bene non sai
un amore finito
una storia consunta
inutili parole…
forse il passato
forse il passato,
sacchetto di biglie
colorate e confuse,
che riempie di sé
la tua mente
e i cassetti del cuore
3月22日

Cielo profondo (di Antonella Eccher)

 

Telescopici passaggi astrali
della mente
sugli specchi d’avorio e nebbia
della notte in polvere che osservo
muta
nel velluto del silenzio
che mi abbraccia caldo di vapori,
code di comete in fiamme nei ricordi
di bambina
e desideri rilanciati come dadi verso il cielo.

E ora, che d’infanzia non è rimasto nulla,
resto, oltre i segni del passaggio in nero puro
dal tramonto al sonno,
ad osservare il fondo del cosmo luccicante
di misteri
e queste stelle che mi sembra possano volare
ricadono, d’oro in frammenti ed ali
negli occhi verdi muschio
per portarmi, cavalcando onde immaginarie,
verso te,
cielo di montagna, alto, freddo, intenso,
da toccare
nell’ultimo, morbido abbraccio
prima del sonno

3月3日

ma dopo... (di Micky)

 
ma dopo il passaggio,
sul mare
rimangono incerti brandelli di fumo.
Lentamente volteggiano
a volte per posarsi sul mare,
a volte per unirsi ad altri fumi,
a volte per sempre
 
                            Micky

2月19日

navi

 

Come navi…

All'orizzonte

Ci guardiamo vivere…

Dall'alba

Al tramonto

Passare

Senza mai

Incontrarci
 
25 marzo 1991
1月22日

...

 
Solo il vento…
solo il vento
tra le foglie stordite,
tra i rami e i capelli
soffia canzoni.
 
Stelle di lucido
cristallo
attendono
il lento filtrare del tempo

Tra il vento e le stelle
pulsano i cuori…
si spengono i cuori.

12月18日

giunse il natale

 

Giunse il Natale
e gli occhi del gelo incantarono i sogni
e le luci splendenti nelle strade affollate
ci donarono un soffio
di candide illusioni
11月18日

cuori in autunno

 

Cuori in autunno

attendono

nel dispiegarsi del grigio asfalto

-le ali chiuse per il freddo-

un grido

un riscatto

un sole

un occhio di cielo chiaro

 

21 ottobre 2006

11月4日

crisantemo

 

Nella fredda aria scura

sotto un celeste pianto,

cela mille memorie stanche

delle morte foglie il manto.

 

solo e muto si leva un canto,

tra i muschi bruni e le pietre bianche,

è di un fiore che senza vanto

reca in sé l’ultima cura.
7月4日

Forse un mattino...

 

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con terrore di ubriaco.
 
Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

                                              

                                     Eugenio Montale

 

 

5月7日

Potrei (di ZZ)

potrei
potrei dire mille cose
potrei sfogliare i miei mille dizionari
cercando parole belle e nuove
e strane e fantasiose per dire
cose che non hanno nome e a quelli dati
sfuggono come cavalli imbizzarriti
a un guizzo d’ombra o come gocce
di rugiada nel vento e sole del mattino
potrei sì forse
potrei magari fare mille cose
di quelle che hanno un senso
o forse due o tre o darne un poco
o un tanto a quel che penso e sogno
a quel che dicono che accade intorno
o in giro per il mondo nell’arco teso
di ogni giorno
nell’ombra lunga della sera
quando la notte scende e si fa scura
e tutto all’improvviso inghiotte
un vortice di luce nera
gelida e silenzio
 
potrei
sì forse potrei
anche dire buona notte
a chi ha spento la luce
e riposare un poco
sperando di veder sorgere il sole
a baciarmi e a darmi il buon giorno
in un mondo migliore
ZZ 
4月13日

la paloma

 
Una paloma blanca
deja sobre tu pecho
un ramito de olivo
asciende es espirales
trazando en las alturas
un sendero Divino.
 

Tratto da Caminante di Álvaro Claro Claro

3月7日

gocce di tempo

Gocce di tempo
cadono al suolo,
gocce di tempo,
tamburellando
cadono al suolo.
nel silenzio del mattino
 
Granelli di sabbia
nel vento muto.
 
Gocce di tempo
scendono al fiume,
in sparsi rivoli,
scendono al fiume,
nel silenzio del meriggio.
 
Chicchi di grano
sotto la mola.
 
Gocce di tempo
diventano mare,
onde e burrasche
diventano mare,
nel silenzio della sera.
2月21日

poesie

 

vergini pagine bianche
da trafiggere
di nero inchiostro
 
non importano i pensieri
importano a volte solo gli occhi
i sensi e i sentimenti muti.