mic 的个人资料TRA CIELO E TERRA照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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11月23日 LA CANZONE DI AENGUS L'ERRANTE (Yeats)Andai in un bosco di noccioli Perché un fuoco mi bruciava nella testa, E tagliai e pelai una verga di nocciolo, Ed attaccai una bacca in fondo a un filo; E quando le bianche falene si levarono sull'ali E vacillando vennero come falene le stelle, Gettai la bacca in un ruscello E pescai una piccola trota d'argento. Quando l'ebbi posata sul suolo Soffiai sul fuoco per ravvivarlo, Ma qualcosa sul suolo si agitò, E qualcuno mi chiamò per nome: la trota S'era fatta una splendida fanciulla Con fiori di melo fra i capelli, Che mi chiamò per nome e corse via E scomparve per l'aria scintillante. Sebbene errando mi sia fatto vecchio, Errando per valli e colline, Scoprirò dove mai se n'è fuggita, E bacerò le sue labbra, le prenderò le mani; Camminerò fra l'erbe alte dai molti colori; E coglierò, finché i tempi non siano finiti, Le mele d'argento della luna, Le mele d'oro del sole. (W.B. Yeats) 11月19日 Gli anni passano...Vedo il tuo volto stanco, più stanco di ieri, le rughe lo han solcato, amico mio, grigi di polvere i capelli grigia la barba, del biondo che avevi non è rimasto nulla. Guarda, la strada s'è fatta ombrosa amico mio, da quanto camminiamo insieme? Odore di fumo ricordi di pioggia, le foglie secche e i fiori che coglievi con mani piccole nel tuo giardino soltanto un sogno ormai. Senti, odore di neve. cammineremo ancora per qualche passo avanti che già tramonta il sole. La solitudine e Dio, l'eco della vita che scorre. Amico mio. Abbiamo vissuto io e te, e pianto, con gli stessi occhi azzurri abbiamo calcato le stesse vie, carezzato i cani i baci sulle medesime labbra abbiamo ricevuto. I treni le valli e le colline, i laghi e le montagne e il mare verso cui abbiamo lasciato andare i nostri velieri, i nostri desideri, oltre le nubi... Il tempo passa amico mio, le nostre mani sono più stanche, la sera, e le parole più confuse. 10月26日 L'amor perdutoDi te non mi resta che il nome, le poche memorie le poche parole, la dolcezza del bacio, anche quello mai dato, e i volti che avevi, e le voci. Sei stato un fantasma, talora, a volte una bocca due mani due occhi. I tradimenti passati che riemergono a volte da sotto alla nebbia, anche questi sei stato. E il rumore dei passi, le risate, i sussurri, e le ferite che dolgono ancora. 10月20日 "Confessioni di un malandrino" - Branduardi (isp. a Esenin)Mi piace spettinato camminare "Confessioni di un teppista" - Esenin Non tutti son capaci di cantare E non a tutti è dato di cadere Come una mela, verso i piedi altrui. È questa la più grande confessione Che mai teppista possa confidarvi. Io porto di mia voglia spettinata la testa, Lume a petrolio sopra le mie spalle. Mi piace nella tenebra schiarire Lo spoglio autunno delle anime vostre; E piace a me che mi volino contro I sassi dell'ingiuria, Grandine di eruttante temporale. Solo più forte stringo fra le mani L'ondulata mia bolla dei capelli. È benefico allora ricordare Il rauco ontano e l'erbeggiante stagno, E che mi vivono da qualche parte Padre e madre, infischiandosi del tutto Dei miei versi, e che loro son caro Come il campo e la carne, e quella pioggia fina Che a primavera fa morbido il grano verde. Per ogni grido che voi mi scagliate Coi forconi verrebbero a scannarvi. Poveri, poveri miei contadini! Certo non siete diventati belli, E Iddio temete e degli acquitrini le viscere. Capiste almeno Che vostro figlio in Russia È fra i poeti il più grande! Non si gelava il cuore a voi per lui, Scalzo nelle pozzanghere d'autunno? Adesso va girando egli in cilindro E portando le scarpe di vernice. Ma vive in lui la primigenia impronta Del monello campagnolo. Ad ogni mucca effigiata Sopra le insegne di macelleria Si inchina da lontano. Ed incontrando in piazza i vetturini Ricorda l'odore del letame sui campi, Pronto, come uno strascico nuziale, A reggere la coda dei cavalli. Amo la patria. Amo molto la patria! Pur con la sua tristezza di rugginoso salice. Mi son gradevoli i grugni insudiciati dei porci, E nel silenzio notturno l'argentina voce dei rospi. Teneramente malato di memorie infantili Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile. Come a scaldarsi al rogo dell'aurora S'è accoccolato l'acero nostro. Ah, salendone i rami quante uova Ho rubato dai nidi alle cornacchie! È sempre uguale, con la verde cima? È come un tempo forte la corteccia? E tu, diletto, Fedele cane pezzato! Stridulo e cieco t'hanno fatto gli anni, E trascinando vai per il cortile la coda penzolante, Col fiuto immemore di porte e stalla. Come grata ritorna quella birichinata: Quando il tozzo di pane rubacchiato Alla mia mamma, mordevamo a turno Senza ribrezzo alcuno l'un dell'altro. Sono rimasto lo stesso, con tutto il cuore. Fioriscono gli occhi in viso Simili a fiordalisi fra la segala. Stuoie d'oro di versi srotolando, Vorrei parlare a voi teneramente. Buona notte! buona notte a voi tutti! La falce dell'aurora ha già tinnito Fra l'erba del crepuscolo. Voglio stanotte pisciare a dirotto Dalla finestra mia sopra la luna! Azzurra luce, luce così azzurra! In tanto azzurro anche morir non duole. E non mi importa di sembrare un cinico Con la lanterna attaccata al sedere! Mio vecchio, buono ed estenuato Pégaso, Mi serve proprio il tuo morbido trotto? Io, severo maestro, son venuto A celebrare i topi ed a cantarli. L'agosto del mio capo si versa quale vino Di capelli in tempesta. Ho voglia d'essere la vela gialla Verso il paese cui per mare andiamo. 3月18日 a mano a mano (R. Cocciante)A mano a mano ti accorgi che il vento Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso La vecchia stagione che sta per finire Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore A mano a mano si scioglie nel pianto Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo Di quando vivevi con me in una stanza Non c'erano soldi ma tanta speranza E a mano a mano mi perdi e ti perdo E quello che è stato ci sembra più assurdo Di quando la notte eri sempre più vera E non come adesso nei sabato sera.... Ma...dammi la mano e torna vicino Può nascere un fiore nel nostro giardino Che neanche l'inverno potrà mai gelare Può crescere un fiore da questo mio amore per te E a mano a mano vedrai che nel tempo Lì sopra il tuo viso lo stesso sorriso Che il vento crudele ci aveva rubato Che torna fedele L'amore è tornato da te.... 2月25日 da qui si vedono le veleDa qui si vedono le vele.
grigie vele di roccia, ferme da millenni al porto dell'eternità, si vedono candide vele di neve, pronte a salpare per orizzonti infiniti e lontani, si vedono i gonfi velami delle nubi, bianchi bastimenti che attraversano il cielo da oriente a occidente. Da qui si vedono le vele. 2月18日 velieriVelieri d'oriente, velieri di mari lontani, bastimenti di ebano di cedro di sandalo portatemi venti d'incenso brezze selvagge folaghe echi sperduti bianche balene mappe e bandiere zenzero e tabacco suoni di sitar maree e raggi d luna 2月10日 Eluana e le foibeOggi io guardo verso est. Da lì mi raggiunge un'eco fredda e profonda: è come l'aria gelida dell'inverno che stamattina scende dalle montagne, è come il cielo livido e nemico che ci ricopre tutti in questo giorno di lutto. E' l'eco delle foibe e non solo di quelle: le grida delle donne stuprate, dei bimbi crudelmente ammazzati, dei vecchi soppressi, degli uomini sottoposti a tortura dalle bestie di Tito. E' l'eco lamentoso dei profughi. Tra gli umori di morte e di ingiustizia che oggi sento venire da oriente, c'è pure lo strano e delicato sentore di una foiba nuova. Anche questa è buia e profonda. E dentro c'è caduta una donna di nome Eluana, ed è suo padre che ve l'ha spinta . Chi dà la morte, chi getta qualcuno nella foiba, crede sempre che sia giusto così. Lascio un pensiero, come una candida rosa per chi, caduto nella foiba profonda della morte, ora vive nella Luce. 1月12日 Il cuore in cieloDio, ti chiamo con quanta voce ho nel mio petto. Dio. Ti chiamo e ti adoro nel piccolo tempio del mio cuore. Tendo al tuo cielo le mie braccia disperate di nostalgia. Dio che mi sei padre e madre e fratello e sorella e amico e amica e amante perfino, Dio, che nessuna parola ti dice, che nessuna parola può farti da nome, perché tu sei il cielo infinito sei le stelle e la luna e il sole, e la storia dell’uomo, e le lacrime, di gioia e di pianto insieme. E sei il dolce e tremendo spirare del vento e il cullare del mare e la sua furia potente. E le alte cime gelate, e i boschi e i ruscelli e lo scorrere eterno del fiume, e sei gli occhi che amo, e le rughe del volto, e sei i bambini. Ancora tu le donne e gli uomini e le luci della strada, la croce, la capanna, l’albero solitario e l’ombra sua al tramonto. Dio mio, respiro mio, battito del mio cuore, dal tuo cielo io vengo, al tuo cielo, azzurro infinito di pace, io tendo. 12月24日 Auguri Auguri carissimi a tutti voi da "mic" e dal "Capitano". Abbiate un cuore ricolmo di gioia!!!!! 12月7日 Natale in BabylonCittà dalla cento braccia Città dai mille colori, occhi scintillanti al sole del meriggio, offri tua madre al mercato, offri illusioni, E gridi con le voci assordanti di mille e mille altoparlanti, e suoni il greve suono dei tuoi tamburi. Città di colorati muri di sensuali richiami, il vuoto tuo è nell’oro corrotto dei palazzi, tu leggi il futuro in bocce di cristallo scrivi il futuro sulla carta dei giornali che leggi al mattino -quando mai viene il mattino?- leggi il futuro che ti sei scelto. Passa una stella, e tu ne accendi a milioni, e quella scompare, Se viene il Natale ti sfreghi le mani ed esponi le merci in bottega e canti sguaiata le tue nenie mielose nei mielosi bordelli delle tue vie, Getti il fango sugli occhi dei bimbi. Chi ha una nuova pelliccia ne lava il sangue con cura e corre a mostrarla al boulevard. Scintillano i tuoi occhi, ovunque appostati, perché è Natale e il guadagno è sicuro, ma qualcuno piange qualcuno prega, qualcuno ama, perfino in te. 11月24日 neveghéaAl fioca stamatina. I sarà contenti i boce, me dighe. Che già i se sogna de tirarse le bale, de far i pupazi. La vien zò pian pian, senza far rumor, come la sera. Come le foje d'autuno. Anca pì pian. Mi però ho i det ingiazadi, che i bate sui tasti negri. La finestra l'é là che la varda la neve. Ma stae a far che mi qua da sol? Coi tasti da bater e i det ingiazadi? Vae fora mi, a caminar su la neve. Elo chi che vien co mi? 11月10日 la polvereCarosello è finito e il siparietto s’è chiuso sui tuoi sogni di bambino. La vite profumata nel giardino non c’è più, la bicicletta arrugginisce nella polvere del sottoscala. Dove sono i tuoi amici per farti compagnia? Eccoli, guarda,
sono cresciuti anch’essi. Ma tra le foto e i nomi di quel giardino che tu sai, qualcuno di loro già ti aspetta, muto, e intanto dorme. Ma tu ridi al pensiero dei tuoi pupazzi, che ti appaiono come echi lontani: Provolino e Topo Gigio, e il Gatto Felix, la Pantera Rosa e Braccio di Ferro. Ma la polvere, la polvere già li ricopre tutti. Ogni tanto però ci soffia il vento, su quella polvere, e se la
porta via. Soffia su Carosello, che ormai è finito, e suoi tuoi capelli grigi, e li
accarezza.
11月7日 Moby Dick (Banco Del Mutuo Soccorso, 1983)Grande Moby Dick, dove saranno tutti gli amanti che hai. Dolce Moby Dick, nessuno ti ha baciata mai.
Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai, non fidarti della Croce del Sud, la caccia non finisce mai.
E danzerai sopra una stella marina, e danzerai colpendo al cuore la luna. Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.
La sorte corre nella tua scia, colpo di coda e vola via.
E danzerai sopra una stella marina, e danzerai colpendo al cuore la luna Moby Dick, bada a te se t'innamorerai.
E vola via colpendo al cuore la luna. Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.
Non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.
Dormi Moby Dick, spegni le ali e dormi sicura se vuoi, tanto i cavalieri del Santo Graal, non ti raggiungeranno mai.
E vola via sopra un vascello fantasma, e vola via verso una terra promessa, Moby Dick bada a te se t'innamorerai.
E danzerai sopra una stella marina, e danzerai colpendo al cuore la luna. Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.
10月20日 l'argento sui capelliDio, com'è facile invecchiare, com'è facile....te ne accorgi dai ricordi che si fanno di seppia.Dalle foto in bianco e nero del tuo passato. O dalla città, che cambia ai tuoi occhi, che cambia che cambia. Già, la bottega che non c'è più. E quel signore, e quell'amico che non si vede più in giro... "chissà che fine avrà fatto quello?" Così ti chiedi, ma in fondo già la sai la tua risposta. Saturno maledetto! Com'è facile invecchiare. Com'è facile quando si ha gli occhi dei bambini. Tutto ti scorre via dalle mani come la sabbia del mare, come l'acqua del mare. Ma è così: mentre tu giochi a vivere, le rughe ti segnano la strada, e i capelli si fanno d'argento. 10月19日 poche cose d'autunno
Laggiù parte la vecchia corriera 8月28日 così veniva l'autunnoLe foglie morte scricchiolavano sotto i nostri passi, ricordi? Facevano un tappeto odoroso, colorato, triste e giocondo insieme. Erano un dono, un regalo della natura, come la neve, come i ghiaccioli. Come la sabbia del mare. E invece erano le foglie degli ippocastani che cadevano a milioni, quando arrivava settembre. E le castagne matte che precipitavano a terra facendo un bel rumore: un toc-toc con rimbalzo... E non ricordi noi, dentro in quel grumo crocchiante, leggero fatto di rossi di verdi di gialli, noi a tuffarci come i pinguini, a nuotarci come le foche, e a buttarci sopra la testa, come una pioggia, quel ben di dio, e a farne dei mucchi sempre più alti. Ricordi? E ricordi le battaglie con le castagne? Tu che restavi in agguato dietro a quel muro, io e gli altri vicini alla fontana del mercato... Ecco, così veniva l'autunno. Così, ti ricordi? 7月12日 sera d'estatePadre che mai ti ho avuto, ubriaco di malinconia ti scrivo questa stasera, 5月21日 rose
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